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 IL CIMURRO

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MessaggioTitolo: IL CIMURRO   Ven Apr 19, 2013 11:14 am

Il cimurro: come e perchè



Una malattia terribile ora quasi definitivamente sconfitta dalle vaccinazioni preventive.
Sono soprattutto i cuccioli le vittime preferite del cimurro.

Il cimurro è una malattia infettiva virale molto diffusa, la cui incidenza nei cani recentemente sembra essere di nuovo aumentata.
Il virus responsabile del cimurro appartiene alla famiglia dei Paramyxoviridae ed al genere Morbillovirus, così come l’agente che provoca il morbillo negli uomini. E’ un virus sensibile alle alte temperature ed ad alcuni disinfettanti e solventi, tuttavia ha uno spettro d’ospite abbastanza ampio: può colpire i canidi (cane, volpe, lupo, coyote e sciacallo), i mustelidi (donnola, furetto, ermellino e tasso), i procionidi ed i grossi felidi (il gatto, invece, non prende il cimurro).

Eziologia
Essendo un virus eliminato con escrezioni e secrezioni di cani infetti, un individuo sano può contagiarsi tramite l’inalazione di aerosol; tuttavia, poiché è un virus che resiste poco nell’ambiente esterno, il contatto fra gli animali deve essere molto stretto.
E’ possibile anche che vi sia un’infezione transplacentare, la cui frequenza aumenta nei luoghi dove c’è un’alta concentrazione di cani, come gli allevamenti, i canili o i negozi di animali vivi.

Patogenesi
Nel cane l’infezione è tipicamente caratterizzata da un periodo d’incubazione breve, 3-7 giorni circa.
Una volta inalato, il virus si localizza nei tessuti linfatici locali (tonsille e linfonodi retrofaringei) e sistemici(milza, timo,midollo osseo), dove replica. Dopo circa 4 giorni si determina una viremia che favorisce l’aggressione da parte del virus degli apparati respiratorio e gastroenterico e, successivamente si estende a tutti i distretti organici, compreso il tessuto nervoso. La presenza del virus nel sistema linfatico causa immunodepressione, mentre la localizzazione nel sistema nervoso centrale è responsabile di encefaliti
spesso ad esito letale.
Nei soggetti che presentano una risposta immunitaria efficace, in grado cioè di contrastare l’infezione, si può manifestare una forma lieve che si risolve spontaneamente. È stato dimostrato che il cane può rimane portatore del virus per 60-90 giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

Caratteri della malattia
Il cimurro colpisce prevalentemente i cuccioli, dai 3 ai 6 mesi di vita,nel periodo in cui si ha un declino dell’immunità materna. Nella forma classica il soggetto infetto manifesta inizialmente tosse, congiuntivite acuta con scolo oculare sieroso, febbre, inappetenza, depressione del sensorio.
Il quadro sintomatologico può aggravarsi in seguito a complicazioni batteriche:
cheratocongiuntivite, rinite, laringite, tracheite ed un coinvolgimento polmonare più o meno grave. In questa fase è possibile evidenziare anche delle eruzioni cutanee sul piatto delle cosce.
Dopo 10-20 giorni si manifestano sintomi gastroenterici, quali vomito e diarrea, spesso emorragica e, successivamente, ipoplasia dello smalto dentale e lesioni ipercheratosiche del tartufo e dei cuscinetti plantari.
Infine, anche a distanza di mesi o addirittura di anni, si possono manifestare sintomi di natura neurologica, quali modificazioni del comportamento, iperattività o, al contrario, depressione, convulsioni, atassia, paresi, paralisi, mioclonie.
Il virus del cimurro è in grado anche di superare la barriera placentare e d’invadere l’utero gravido causando aborto, natimortalità o malformazioni nei feti.
Il decorso della malattia di norma è molto variabile, in relazione alle potenziali infezioni secondarie che si possono instaurare. La mortalità oscilla fra il 30 e l’80% dei soggetti colpiti.
Il cimurro attualmente non può essere curato e, pertanto, la terapia è di natura puramente sintomatologica.
L’approccio corretto verso questa malattia rimane dunque la profilassi. Nel cane assume quindi particolare significato la vaccinazione in soggetti dai 3 ai 4 mesi di vita, che va ripetuta dopo 2-3 settimane e che deve essere seguita da richiami annuali. È importante ricordare che i cuccioli nati da madri immuni sono protetti fino a 6-12 settimane di vita.


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