Cavalier King Charles Spaniel Italia

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Forum dedicato agli italiani appassionati della razza Cavalier King Charles Spaniel.Qui potrete postare foto, dibattere temi inerenti alla razza, togliervi qualche curiosità e condividere piccoli e grandi problemi dei vostri Cavalier
 
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  GLI ACARI

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MessaggioTitolo: GLI ACARI   Gio Apr 18, 2013 4:39 pm

Con la sola eccezione dell'ambiente marino, in cui la loro presenza è del tutto marginale, gli Acari sono un gruppo ubiquitario. Molte specie sono legate ai vegetali o ad altri animali comportandosi da parassiti interni ed esterni, da commensali, da predatori.
Il limite più grande alla loro diffusione è legato alle loro ridotte dimensioni che rendono drammatico il problema della disidratazione. Pertanto questi animali evitano i luoghi con esposizione diretta al sole e all'aria asciutta,adorando materassi,cuscini e piumoni, e modificando la loro struttura che rivela spesso i particolari adattamenti delle singole specie.

CHE FARE???
Sicuramente tentare di diminuire la presenza di acari,compriamo cucce in plastica,no a cuscini iperimbottiti,che sono un rifugio perfetto e in un singolo mese sono già popolati dall'acaro,come lo è in 6 mesi un materasso matrimoniale nuovo.
Apriamo sempre le finestre,anche in inverno pieno,anche solo 5 minuti sono sacri,e in estate bagno di sole,a cucce,tappeti,materassini,ecc

Rogna sarcoptica

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La rogna sarcoptica è una malattia contagiosa causata da Sarcoptes scabiei var. canis nel cane e da Notoedres cati nel gatto. Secondo la nostra esperienza, è molto più comune nel cane. La trasmissione avviene solitamente per contatto diretto
con animali colpiti, in rari casi gli animali possono infestarsi a partire da un ambiente contaminato di recente. Si riscontrano anche portatori clinicamente non colpiti. L’acaro non sopravvive lontano dall’ospite per periodi di tempo molto lunghi.
Il suo ciclo vitale si compie in circa 21 giorni.
Clinicamente, questa rogna è caratterizzata da un tremendo prurito. Nelle sedi colpite si sviluppano papule, scaglie e croste, tipicamente a livello di gomiti, garretti, muso e padiglioni auricolari nel cane e muso, orecchie e collo nel
gatto. Occasionalmente, si osserva un prurito senza lesioni causato da acari della scabbia (Scabies incognito).
La diagnosi viene formulata mediante raschiati cutanei superficiali. Tuttavia, dato che gli acari possono essere difficili da dimostrare, per confermare la presenza dei parassiti nei soggetti che risultano negativi a questo tipo di esame si ricorre comunemente ai tentativi terapeutici.
Durante i primi giorni di terapia, spesso si osserva un aumento del prurito dovuto agli acari morenti, e può essere utile la concomitante somministrazione di glucocorticoidi per i primi 3-5 giorni.



Rogna otodettica

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L'Otodectes cynotis è un acaro psoroptide, dalle tipiche zampe lunghe, che infesta i condotti auricolari dei carnivori domestici, e si muove liberamente nel loro interno. Questo acaro non è specie specifico, e può colpire cani, gatti e furetti. Tutto il ciclo dell’Otodectes si svolge sulla superficie cutanea e dura 3 settimane. Inizia con la deposizione delle uova, da cui escono le larve, che si trasformano in protoninfe, poi in deutoninfe ed infine in acari adulti. Tutti gli stadi di sviluppo sono parassitari e si cibano di detriti e fluidi tessutali superficiali dell'ospite. La deutoninfa femmina viene già attaccata dal maschio adulto prima dello sviluppo, per cui non è infrequente trovare alcuni acari in accoppiamento negli strisci di materiale auricolare.

L'infestazione da Otodectes avviene tramite contagio diretto da altri animali affetti. Questi parassiti passano molto facilmente da un orecchio all'altro, così che l'infestazione bilaterale è la norma. Gli Otodectes cibandosi causano irritazione epiteliale e sensibilizzano l'ospite ai suoi antigeni. Il risultato della colonizzazione è la produzione un essudato nerastro e prurito in grado variabile, probabilmente di origine allergica. Recentemente infatti è stato dimostrato che gatti infestati con Otodectes mostrarono reazioni positive (reazioni crociate) agli skin test eseguiti con acari della polvere di casa, vicini a loro filogeneticamente. Eliminare l’otoacariasi prima dell’esecuzione dei test intradermici è indispensabile per evitare risultati falsamente positivi. Queste reazioni in genere scompaiono con il trattamento dell'otoacariasi.

Più raramente l'Otodectes può colonizzare aree di cute al di fuori del condotto uditivo, quali la cute periauricolare o del dorso, causando una dermatite pruriginosa simile ad un'allergia alimentare o a una allergia alle pulci. La diagnosi di otoacariasi si ottiene esaminando al microscopio uno striscio di cerume (per le forme auricolari) o un raschiato cutaneo (per le forme ectopiche).



Trattamento e prevenzione

Poiché questa parassitosi è molto contagiosa e non è specie-specifica, si devono considerare affetti anche tutti gli animali che vivono a contatto con il soggetto sintomatico.


Cheyletiella ( Forfora che cammina )
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La Cheyletiella è un acaro relativamente grosso (385 μm), caratterizzato dai tipici uncini sulla testa, che parassita i gatti, i cani e frequentemente anche i conigli. Vi sono tre specie, riconoscibili dalla forma del loro organo di senso situato sulle zampe anteriori: la C. yasguri, più tipica del cane, la C. blakei soprattutto nel gatto e la C. parasitivorax nel coniglio. Si pensa comunque che queste specie non siano molto ospite-specifiche e che possano colpire indifferentemente questi tre animali. La Cheyletiella vive in superficie, si muove attivamente fra i peli e punge l'ospite per succhiarne i fluidi tissutali. Questi parassiti compiono tutto il loro ciclo sull'ospite, vi si riproducono e depositano piccole lendini fissate lassamente ai fusti dei peli. Il ciclo dura 21-35 giorni, comprende gli stadi di larva, protoninfa, deutoninfa e adulto. Tutti gli stadi sono parassiti obbligati dell'ospite su cui si trovano. La femmina adulta resiste sino a 10 giorni nell'ambiente, se staccata dall'ospite.

L'infestazione da Cheyletiella è molto contagiosa e si contrae per contatto diretto con animali infestati o con ambienti o oggetti venuti a contatto con animali affetti. La cheyletiellosi è un'infestazione molto frequente nei negozi di animali, e negli ambienti affollati quali allevamenti, pensioni o canili e gattili. Negli animali dà prurito variabile e una tipica forfora secca e bianca a piccole scaglie localizzata sulla schiena. Nel gatto è stata descritta anche la dermatite miliare associata a cheyletiellosi. A volte l'infezione è asintomatica negli animali e si manifesta solo perché sono colpiti i proprietari.

La diagnosi si esegue esaminando al microscopio raschiati cutanei o preparati eseguiti con nastro adesivo (scotch test), prelevando le squamosità bianche sulla schiena. Si può anche raccogliere le squame con un pettine da pulci ed eseguire un arricchimento in soluzione per flottazione fecale prima di esaminarle al microscopio. Purtroppo non sempre si trovano gli acari, e a volte si deve ricorrere alla terapia per confermare il sospetto di diagnosi.



Trattamento e prevenzione

La Cheyletiella è abbastanza facile da uccidere con i normali prodotti antiparassitari in commercio, se usati una volta alla settimana per 3-4 volte. Nel cane si potrà fare uno shampoo antiparassitario o spruzzare uno spray a base di fipronil o di piretroidi. Nel gatto oltre al fipronil e i piretroidi si può usare con successo la selamectina per via sottocutanea ogni 2 settimane per tre volte. E' molto importante trattare tutti gli animali di casa, anche quelli asintomatici, e ripetutamente l'ambiente con spray antiparassitari, poiché questo è spesso fonte di riinfestazione.



Dermanyssus gallinae (acaro del pollame)
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L’“acaro rosso” (che ha questa colorazione soltanto quando è gonfio di sangue) attacca il pollame, gli uccelli selvatici e da gabbia, i cani, i gatti, i bovini, i cavalli e l’uomo. Misura 1 mm, vive nei nidi e nelle fessure delle gabbie o delle case
e depone fino a 7 uova dopo un pasto. Queste schiudono ninfe esapodi che non si alimentano. Dopo 48 ore queste mutano
in protoninfe ottopodi, e dopo altre 48 ore in deutoninfe e dopo due giorni in adulti. L’intero ciclo vitale richiede quindi
in condizioni ideali 7 giorni, ma può durare fino a 5 mesi.
La maggior parte dei casi nei piccoli animali si riscontra in soggetti che possono avere accesso a dei pollai (talvolta vecchi
ed abbandonati o destinati ad altri usi). Quindi, per la diagnosi della malattia è essenziale una buona indagine anamnestica.
Si possono osservare eritema, prurito ed eruzioni papulocrostose, specialmente al di sopra del dorso ed a livello delle estremità, ma in un cane è stata anche descritta una grave desquamazione generalizzata senza prurito. La diagnosi può essere formulata mediante raschiati cutanei. Tuttavia, gli acari tendono a vivere nell’ambiente e ad alimentarsi di notte.
Le spugnature e gli spray insetticidi gli eliminano, ma per prevenire l’infestazione è essenziale trattare le strutture


Trombiculidiasi (larve)


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I trombiculi sono degli “spazzini” che vivono sul materiale vegetale in decomposizione. Hanno un colore rosso arancio, le dimensioni di uno spillo e vivono circa 10 mesi (le femmine possono sopravvivere per più di un anno).
Le uova vengono deposte nel terreno umido e schiudono dando origine a delle larve rosse esapodi che sono parassiti.
Si alimentano sugli animali (può venire colpito qualsiasi animale grande o piccolo nonché l’uomo), cadono al suolo e diventano
ninfe ed infine adulti.
L’intero ciclo vitale si completa in 50-70 giorni.
Le morsicature, solitamente localizzate a livello delle aree di cute che vengono a contatto del suolo come gli arti, le zampe, la testa, le orecchie ed il ventre, producono una grave irritazione ed un intenso prurito, con eruzioni papulocrostose, ma possono anche dare origine a pustole non pruriginose e croste con desquamazione secondaria ed alopecia nei piccoli animali.
I parassiti aderiscono strettamente alla cute. Nell’uomo, si osserva un intenso prurito delle caviglie, delle gambe e del girovita. L’acaro rosso viene spesso grattato via. Nei soggetti sensibilizzati si possono avere reazioni urticarioidi o granulomatose. Le larve di Trombicula sono stagionali in estate ed in autunno.
La biopsia cutanea rivela una dermatite perivascolare superficiale nella quale sono prominenti gli eosinofili. Per la terapia si utilizzano una o due spugnature parassiticide e l’instillazione di gocce di tiabendazolo nei condotti uditivi, ma i pazienti vanno tenuti lontani dalle aree contaminate per prevenire la reinfestazione. La somministrazione di corticosteroidi per
2-3 giorni contribuisce ad alleviare il prurito.

Trattamento degli acari superficiali

• Bisogna trattare anche tutti gli animali a contatto del
paziente!
• Durante i primi giorni di trattamento si può avere un
iniziale peggioramento, che può venire trattato con
glucocorticoidi ogni giorno per 3-4 giorni alla dose di
1 mg/kg.
• Nella maggior parte dei pazienti si deve ottenere la
remissione entro 4 settimane, anche se in alcuni casi è
stato necessario prolungare la terapia per 8 settimane


Considerata l'alta contagiosità di alcune di queste infestazioni da acari,come quella che colpisce l'orecchio,e la durata del trattamento farmacologico si raccomanda nel caso al proprio cane venisse diagnosticata la malattia,di trattare tutti gli altri animali presenti nel nucleo familiare e soprattutto di evitare il possibile contagio con altri animali,evitando contatti fisici diretti anche all'esterno.

le notizie sono tratte da:

Acari di superficie nella dermatologia dei piccoli animali (50° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC)

AMBIENTE ANIMALI E CUTE CORSO TEORICO PRATICO (Facoltà di Medicina Veterinaria - Università degli Studi di Napoli Federico II)

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