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 COLLARE O PETTORINA?

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MessaggioTitolo: COLLARE O PETTORINA?   Mer Mag 01, 2013 11:15 am

Articolo tratto da: [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]
scritto da Valeria Rossi :
savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni e addestrato cani da utilità per 16. E' autrice di oltre 60 libri cinofili.


[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] ...vorrei provare a esporre il mio pensiero su una questione che stavo per definire “annosa”, ma che annosa in realtà non è: fino a pochi anni fa, infatti, al massimo ci si scannava tra fautori del collare a strangolo e amanti del collare fisso.

La pettorina non se la filava nessuno, se non forse i proprietari di microcani e – stranamente – quelli di bulldog (i primi -ed unici, per lunghissimo tempo – cani che ho visto impettorinati, non so perché) e di siberian husky (ai quali veniva immancabilmente rifilata la pettorina “perché erano cani da traino”. Ma da traino de che, in centro città? Ovviamente dei proprietari).
Oggi si litiga tra “collaristi” e “pettorinisti”, perché comunque, in cinofilia, l’importante è litigare.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] Ma ne vale davvero la pena?
Ovvero: c’è davvero tutta questa differenza tra uno strumento e l’altro, tale da considerarne uno “angelico” e un altro “demoniaco”?
Prima di rispondere a queste domande io me ne pongo un’altra, che magari può apparire un po’ strana. Però io continuo a domandarmi per quale motivo ci si pongano tanti problemi sui danni che il collare così o quello cosà possono causare al cane… e non ci si interroga mai sui danni che un cane-trattore, se di taglia discretamente grande, può causare all’umano.
Finora non ho MAI sentito un cinofilo dire: “Ma lo sapete che se il cane tira vi può slogare una spalla?”.
No, sempre e solo a parlare del collo qua, della trachea là… e la gente se ne infischia bellamente, tanto il collo e la trachea mica sono i loro.
Secondo me una clamorosa botta di vita alla cultura cinofila l’ha data lo spot della pomata miracolosa, quella in cui si vede una tipa con un border che le fa fare sci da asfalto e le schianta un braccio.
Ecco, forse quello spot potrà far venire in mente a qualcuno che cinque o sei lezioni su un campo cinofilo potrebbero essere utili.
Un altro bello spot vivente (e non recitato!) potrebbe essere la mia colf, il cui labrador-trattore l’ha stesa lunga per terra andando a passeggio, cosicché, quando è arrivata a casa mia dopo una settimana, sembrava reduce da un incontro con Tyson.

E dire che insegnare al cane la condotta al guinzaglio è una cosa SEM-PLI-CE… chiarendo subito che, quando dico “condotta”, in questo caso intendo “andare al guinzaglio senza trainare l’umano che sta dall’altra parte”: il che non c’entra nulla con la condotta da gara che si fa in UD, in Obedience e in altre discipline. Quelle sì, sono difficili: alcune molto difficili. Ma lì si richiede una grandissima precisione, mentre una passeggiata è la cosa più “goliardica” di questo mondo: dev’essere divertente, non precisa. E non è che si debba per forza camminare come soldatini, magari anche con un accenno di passo dell’oca, per far sì che il cane stia alla nostra altezza: lo può fare anche annusando qua e là, staccandosi un po’ dalla nostra gamba, facendosi un po’ di affari suoi, come è giusto che faccia quando si passeggia.
Però non deve tirare come un dannato: perché può farsi male lui e anche perché possiamo farci male noi!
In questo articolo [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link], scritto qualche annetto fa e rimesso online appena ho riaperto “Ti presento il cane” (quindi a qualcuno potrebbe essere sfuggito) si trovano alcuni consigli per insegnare la “condotta da passeggio” , e anche per iniziare il cane a quella da gara: magari dategli un’occhiata, e scoprirete che non ci vuole una scienza – e neppure un “guru” cinofilo alle spalle – per insegnare al cane a camminare in modo civile.
Se non volete farlo per il suo bene, fatelo per il vostro (specie se il cane è di taglia medio-grande): dopodiché vi accorgerete che tutte le diatribe sullo strumento così o cosà diventano questioni di lana caprina, perché per evitare che il cane si faccia male basta insegnargli a camminare come dio comanda. Quindi il collare, il guinzaglio e qualsiasi altro accessorio vanno scelti NON in base alle condizioni “normali”, che dovrebbero essere sempre e solo quelle di un cane a cui è stato insegnato a camminare civilmente, ma pensando alle possibili emergenze (perché un cane, per quanto intelligente-docile-ben educato eccetera eccetera, è sempre un cane e come tale imprevedibile, un po’ come un bambino. Qualche mattana, prima o poi, potrà combinarla… e noi dobbiamo essere preparati ad arginarla con il minor danno possibile).
E adesso, augurandomi che tutto il mondo prenda atto di questa verità lapalissiana, passiamo all’esame degli strumenti.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] IL COLLARE FISSO
E’ il classico collare che come lo metti, resta. Sei tu che devi stringerlo al punto giusto per evitare di soffocare il cane, ma facendo possibilmente anche in modo che non se lo sfili se dà uno strattone indietro.
La distanza giusta tra collo e collare viene solitamente indicata in “un dito”: ma bisogna vedere il dito di chi. Se è quello di Hulk, il collare si sfila facilmente.
La mia distanza ideale è di circa un centimetro: però, per esempio, ho commesso l’errore di comprarne uno di jeans (completino col guinzaglio uguale: anch’io ho i miei momenti da Sciuramaria, eh…) alla Snow, quando era stata tosata da poco.
Misurato, messo, perfetto.
Due mesi dopo, a pelo ricresciuto, mancavano tre centimetri buoni solo per allacciarlo, perché la larghezza del collo si era triplicata.
Messo via il collare di jeans, sigh.
Nota: meglio non utilizzare collari fissi qualora il cane sia a pelo variabile (oppure comprarsene una serie, uno per ogni lunghezza di pelo).

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] Di collari fissi ne esistono a bizzeffe: quelli “di una volta” erano in metallo (proprio di ferrazzo, eh…infatti facevano pure la ruggine), con la piastrina incorporata su cui incidere i propri dati (a proposito: la piastrina in caso di smarrimento è ancora utilissima, nonostante i microchip e tutti i progressi della scienza e della tecnica): diffusissimi perché costavano poco, erano in pratica l’unico strumento usato dai cacciatori e da chi teneva il “cane da guardia” alla catena. Piccolo problema collaterale: strappavano il pelo meglio di un paio di forbici. Oggi mi sembra che perfino negli ambiti meno interessati al benessere del cane si sia passati ai collari di cuoio.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] Oltre ai “classici” metallo e cuoio, i collari fissi si possono trovare in nylon, stoffa e chi più ne ha più ne metta: financo, diocenescampi, di “pelle di alligatore” (ho trovato la foto ravanando su google e va la propongo subito: mai più senza, eh! Con tanto di lucchetto, probabilmente perché costa un botto ed è meglio assicurarsi che nessuno se lo freghi. Ma rob de mat…)
Ovviamente, più sono morbidi e meno pelo strappano.
Per il resto è questione di gusti.

A cosa serve: be’, ad attaccarci un guinzaglio.
Dopodiché, dipende: se il cane fa il trattore di professione, bisogna dire che lo farà senza causarsi troppi danni al collo e alla gola… ma per i motivi visti sopra, il cane NON dovrebbe fare il trattore di professione e quindi il problema non dovrebbe porsi.
Punti a sfavore: se è troppo stretto o troppo largo, può danneggiare il collo qualora il cane tiri. Oppure ci si può perdere il cane. O il cane può andare a farsi un giro e tornare senza collare (un collare molto largo, se il cane abbassa la testa, si sfila).
Se il cane dà un tirone all’indietro (e capita…altroché, se capita) si può sfilare anche se è della misura giusta e stretto al punto giusto. Se non si sfila, significa che è troppo stretto e quindi gli darà fastidio in tutti gli altri momenti.
Se è di materiale inadatto, strappa/schiaccia/rovina il pelo.
NOTA: più alto è il collare, meno è probabile che il cane si schiacci la trachea in caso di tironi (suoi o dell’umano).

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] IL COLLARE “DA EXPO”
Anche questo è un gruppo unico collare-guinzaglio, molto sottile: però il collare non è a strozzo, bensì si regola attraverso un “fermo”che si mette alla distanza voluta dal collo. Bello ed elegante, non nasconde nulla della linea del cane, non strappa il pelo e va bene per presentare i cani sul ring ma assolutamente NON va bene per passeggiare, a meno che il cane non sia veramente di piccolissima taglia: infatti il fermo si allenta piuttosto facilmente, e la fragilità generale dell’oggetto fa sì che un cane di grande taglia possa strapparlo in un batter d’occhio.
A cosa serve: alle presentazioni in esposizione, e basta.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] LA PETTORINA
Tadaaaaan! Eccoci arrivati al punto “clou”. La pettorina è bella, la pettorina è sicura perché non si sfila (peccato che non sia sempre vero…), la pettorina lascia libero il collo, la pettorina è rispettosa del cane perché con quella non puoi far danni neanche volendo.
Diciamo subito che questo non è vero, perché ho visto con i miei occhi una sciuramaria dare un tale strattone alla pettorina che il suo cane (micro-meticcetto) ha fatto un doppio salto mortale all’indietro e si è scatafasciato al suolo di schiena.
E questo è stato solo l’esempio più eclatante, perché di scene horror ne ho viste diverse altre.
Un altro problemuccio con la pettorina è che, se ti portano al campo un cane mordace intenzionatissimo a darti una sgagnata sul muso, non hai la minima possibilità di controllarlo: col collare riesci a tenerlo a distanza, con la pettorina te lo trovi alla gola. E’ vero che è un problema solo “per addetti ai lavori” … ma gli educatori di golden e border, prima di pontificare, potrebbero anche ricordarsi che c’è gente che lavora con rottweiler, malinois, dobermann eccetera: e che magari ci terrebbe a restare intera intanto che affronta un problema di comportamento in un cane grosso e incazzoso. E’ vero che loro i cani grossi e incazzosi li mandano altrove (o ne consigliano direttamente l’abbattimento): ma un po’ di rispetto per il lavoro altrui non ci starebbe male.
Comunque, polemiche a parte, con il normale “cane di casa” non dovrebbero esistere problemi di questo tipo: ne esiste invece un altro, e cioè il fatto che, se non è stato educato alla condotta corretta, il cane tira con molta più efficacia indossando una pettorina che non con un collare.
Perché non è che sentirsi legato e tirato su petto e fianchi gli dia meno fastidio che sentirsi tirare il collo.
Gli dà fastidio lo stesso e lui cerca lo stesso di “andarsene”: solo che ci riesce molto meglio, perché riesce a sviluppare il massimo della forza (non è per caso se i cani da traino vengono imbragati con qualcosa di simile ad una pettorina).
Ovviamente tutto questo NON succede se il cane è educato… ma siamo sempre lì: SE il cane è educato (come dovrebbe essere sempre), gli puoi mettere addosso quello che vuoi.
Io sono uscita di casa anche col cane “legato” (si fa per dire) ad un cordino portapass (non trovavo il guinzaglio, perché in casa mia abita un fantasma rubaguinzagli e rubaforbici, e avevo fretta).
Ovviamente, se avesse voluto, il cane se lo sarebbe sfilato da una parte, o l’avrebbe distrutto in tre secondi tirando dall’altra: ho confidato nel fatto che non succedesse nulla di anormale, perché in condizioni normali la mia cagna faceva quello che avrebbe fatto con strangoli, mica strangoli, pettorine, bandane o – appunto – cordini da pass: e cioè camminare allegramente e serenamente al mio fianco.

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] Perché a me NON piace la pettorina (e non l’ho mai nascosto: non mi piace e temo che mai mi piacerà)?
Perché è brutta, tanto per cominciare: è antiestetica e mi dà l’impressione di vedere un cane-salamella. E’ sicuramente un mio limite, sia chiaro: il termine non vuole essere offensivo (a me le salamelle piacciono pure…) e si tratta solo di un’idea personale, niente che possa assurgere a Verità Conclamata. Però io sono nata e cresciuta in mezzo alle esposizioni canine, dove la pettorina è rigorosamente vietata perché il giudice non ha modo di vedere le linee del cane: e siccome anche a me piace un sacco vedere le linee del cane (di razza o meno che sia: ognuno ha la sua bellezza personale, e mi piace potermela godere), ecco che la pettorina mi disturba proprio la vista.
La userei lo stesso, ovviamente, se la ritenessi più utile di altri strumenti. O se pensassi che rispetta il cane più del collare.
Solo che a mio avviso non è affatto così.
L’unico VERO modo di rispettare il cane è – lo ribadisco per l’ennesima volta – insegnargli a non tirare al guinzaglio. Perché una volta che il cane non tira, NON gli fai alcun male nè col collare fisso, né col collare a strangolo, né con la cravatta del nonno.

C’è da dire, però , che di pettorine ce ne sono diversi tipi, e che alcuni di essi sono veramente deleteri: la classica pettorina “ad X”, per esempio (l’unica esistente fino a pochi anni fa, e ancora oggi la più diffusa nei pet shop, anche perché è la più economica) ha due effetti collaterali gravissimi. Passando subito dietro ai gomiti del cane, a) sfrega sulle ghiandole ascellari, causando possibili infiammazioni anche gravi; b) “insegna” al cane a sgomitare, ovvero a tenere i gomiti larghi, rovinandone il movimento specie se viene indossata da un cucciolo.
E questo indipendentemente dal modo in cui l’umano agisce sul guinzaglio.

Questi effetti sgraditi NON esistono se si utilizza la pettorina “ad H”, composta invece da due anelli, uno che passa intorno al torace ed uno che passa intorno alla parte posteriore del tronco: questa lascia i gomiti liberi e quindi non dà problemi di sorta.
Sul tema della pettorina “ben fatta” sono state poi sviluppate forme diverse e si sono aggiunti via via accessori vari, come la maniglia sul dorso. Oggi abbiamo ampia scelta tra pettorine romane, inglesi, “a motosega” (le K9, vedi foto sotto a sinistra, che comunque funzionano benissimo) e così via: però, di base, il distinguo principale resta quello. C’è la pettorina che stringe dietro ai gomiti (da evitare come la peste) e c’è la pettorina che non passa dietro ai gomiti (e che va sempre bene, di qualsiasi foggia, marca, colore sia).

Ora, a parte la mia idiosincrasia “estetica”, annuncio ufficialmente che non ho nulla contro le pettorine (purché non passino dietro ai gomiti) e che per me ognuno è liberissimo di metterle al proprio cane come e quando vuole.
Avendo visto con i miei occhi che NON c’è la certezza assoluta che il cane non se la sfili, raccomando solo che sia di buona qualità (perché quelle “da tanto al mucchio” si allentano col tempo) e che sia indossata correttamente: dopodiché, se uno preferisce ravanare per du’ ore con zampe da far passare qua e cinghiette da allacciare là anziché fare un semplice gesto di infila-sfila, sono affaracci suoi e non mi metto certamente a far crociate “contro”.
La pettorina, peraltro, è indispensabile in alcune occasioni di vita, di lavoro e di sport: per andare in bici col cane, per insegnare gli attacchi ai cani da UD e (sotto forma di imbragatura, che è una cosa diversa dalla pettorina, ma sempre “insalamellante”) per attaccare i cani da sleddog alla slitta o al carrello: tutte occasioni in cui, ovviamente, l’ho sempre usata anch’io, perché in quei casi lì NON si deve assolutamente agire sul collo del cane.
Per andare a passeggio, però… non la trovo affatto indispensabile e quindi, non piacendomi esteticamente, non la uso.
Ma chi ci si trova bene, ripeto, ha la mia piena benedizione (purché NON usi mai, per nessun motivo, pettorine ad X).

CONCLUDENDO: è davvero il caso di “scannarsi” sul tema “collare così contro collare cosà”, “collare sì/pettorina no” o viceversa?
Non sarebbe mooolto più costruttivo diffondere, a tutti i livelli, l’idea che non si dovrebbe mai uscire di casa con un cane che non sia stato prima educato a camminare in modo corretto e che non si sappia tenere sotto controllo, con possibili eccezioni limitate a casi di emergenza imprevedibili e imponderabili?
Ci sono alcuni punti, nella diatriba degli strumenti da passeggio, che mi lasciano particolarmente perplessa.
Il primo è abbastanza ovvio, e cioè: per quale misterioso motivo a fare le più accese crociate sono proprio gli educatori, ovvero quelle persone che, vedendo arrivare al proprio campo un qualsiasi signore cane-munito, potrebbero dirgli tranquillamente “Oh, bene: le prime cinque lezioni le teniamo sulla camminata al guinzaglio”, dopodiché il problema sarebbe risolto alla radice?
PERCHE’, invece, perdono tanto tempo e spendono tante parole per convincere il loro cliente che deve buttare immediatamente via quel brutto collaraccio cattivo e andarsi a comprare quello buono, o la buonissima pettorina?
Io capirei se questi discorsi li facessero, che so, i volontari di un canile (che non sono tenuti a saper insegnare a qualcuno come si conduce un cane al guinzaglio): ma che li facciano gli educatori, proprio non me lo spiego.
Punto secondo: sarà un caso, ma chi fa le maggiori campagne anti-collare è spesso un produttore/rivenditore di pettorine. E questo mi fa storcere un pochino il naso, per ovvi motivi.
Punto terzo: chi pone come problema di base il rapporto, la fiducia, il rispetto eccetera eccetera, e quindi non ne fa una questione pratica ma una questione etica (il che potrebbe rispondere al punto primo), come può pensare che sia più rispettoso mettere al cane un’imbragatura da roccia, piuttosto che una collanina?
Perché all’incirca il rapporto è quello (e il relativo fastidio, pure). Che poi il cane sia un santo, e si adatti/abitui a portare qualsiasi cosa, è un dato di fatto: si abitua anche alla museruola, che è lo strumento più infingardo che si possa imporre ad un essere che può afferrare, comunicare, agire soltanto con la bocca… quindi figuriamoci se non si adatta tranquillamente alla pettorina.
Però, da qui a pensare che sia “comoda”, ce ne passa: e per averne la prova basta prendere due cuccioli, infilare ad uno un collare e all’altro una pettorina e poi stare a guardare chi si incazza di più e chi si rassegna prima all’idea.
Io l’ho fatto, e le mie conclusioni le ho tratte: provate anche voi.

Insomma, ancora una volta io ho l’impressione che alla base di diatribe e crociate varie ci sia più la moda del momento, o i dettami dell’ultimo “guru”, o la cinofilosofia più in voga, piuttosto che una motivazione fondata e reale.
Dal mio punto di vista, come credo si sia già capito, uno strumento vale assolutamente l’altro, purché tutti siano usati in modo corretto e purché il cane impari ad andare al guinzaglio senza l’uso di mezzi meccanici, ma solo attraverso il rapporto, i rinforzi (se si vogliono usare) e la capacità del conduttore di tenere l’attenzione del cane su di lui.
La mia personale conclusione, quindi, può essere solo questa: se avete un cane che non tira, mettetegli un po’ quel cavolo che volete (al collo, sul tronco o sulla coda, dovunque vi paia e piaccia…ma col minor fastidio possibile per il cane, please).
Se invece avete un cane che tira, andatevi a cercare qualcuno che capisca qualcosa di cani e fatevi spiegare come si fa ad insegnargli a non tirare.
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L'articolo non è completo, ho copiato solo le parti di maggior interesse per noi che abbiamo un cavalier king, altri tipi di collari li ho tralasciati.
Chi volesse leggere l'articolo completo lo trova qui [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]

Passo alle mie considerazioni...
Meglio non usare la pettorina, nemmeno quella ad H che viene descritta come non dannosa, perchè provoca una deformazione nella postura del cane...se il cane tira ( provoca inarcamento della schiena), se invece sa andare bene al piede allora nessuna controindicazione.
Il punto è che la maggior parte delle persone scelgono di usare la pettorina perchè il loro cavalier è un tiratore incallito...
come avrete letto nell'articolo si ottiene l'effetto contrario e il cane va dove vuole.
Aggiungo inoltre che sarà difficile usando la pettorina evitare che il cane ingoi quello che trova per strada...il cane è più libero e meno controllabile.
Sarà ancora più difficile dargli la direzione da seguire..con il collare è sufficiente un leggerissimo tiro del guinzaglio che si riflette sul collo per indicargli la direzione se si deve svoltare l'angolo,

Particolare importante...se in macchina tenete il vostro cavalier allacciato con la cintura di sicurezza per cani, usate la pettorina e NON il collare per evidenti motivi di sicurezza. Meglio comunque usare il trasportino, dove potrà riposare tranquillo offrendogli anche una maggiore protezione.

Passo ai guinzagli estensibili...usatissimi...ve li sconsiglio, meglio negli spazi consentiti mettere la prolunga al guinzaglio, l'ho comprata quando facevo con Scott il corso di obbedienza di base.
Gli estensibili non si potrebbero usare nei centri abitati, parchi compresi, dove la lunghezza massima consentita dalla legge è di 1,5 metri.
Quello che nessuno sospetta è la loro pericolosità per il cane
Fatto realmente accaduto:
sfugge al proprietario l'impugnatura che va a colpire il cane sulla testa...una tragedia, deceduto sul colpo!
Quindi se lo usate, vi consiglierei di metterlo nel cassetto e passare alla prolunga che ho citato prima.


Per approfondire l'argomento PETTORINA leggete qui:
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